Cunnicosa?

foto: Eylül Aslan

Moderna invenzion de' furbi Ipocriti
Fu il dire, che non vuole la modestia,
Che certi membri nostri mai si nomino,
Ma sol che se ne parli per perifrasi;
Il che mi pare inver molto ridicolo,
Poiché in frase diversa, e voci improprie,
Infin l' istessa cosa si fa intendere.

Pietro Aretino, Il libro del perché (1780)


Si chiama cunnilingus, e per quanto possa somigliare al suono di una formula magica di Harry Potter, è l'unico modo in cui è possibile chiamare il sesso orale praticato ad una donna. O meglio, esistono di certo altre espressioni, ma sono casi rari, la cui diffusione, anche nel parlato, è davvero scarsa. La letteratura si è forse dimenticata di questa pratica, o, in generale, di raccontare il piacere dal punto di vista femminile?

Nello studio realizzato da Michel Foucault in Storia della sessualità, nel 1976, ci sono diversi punti che ci possono aiutare a capire il rapporto tra linguaggio e sesso. Quella che Foucault chiama ipotesi repressiva, si riferisce all'esistenza di una struttura di controllo e monitoraggio della terminologia, più che ad un'opera di censura aggressiva. La caccia al peccato carnale, dopo la Controriforma, veniva operata tramite l'esortazione a descrivere fin nei minimi particolari gli atti che si consumavano nel privato (esplosione discorsiva). In questo modo, dissezionando il piacere e le abitudini sessuali, si poteva ricorrere alla stesura di codici e leggi che regolassero puntigliosamente il lecito e l'illecito. 

La seconda rivoluzione industriale porta un netto cambiamento nella sessualità, anch'essa convogliata in un sistema di controllo. La cosiddetta "tranquillità libertina" viene completamente sconvolta dalla nascita della borghesia vittoriana, attraverso una repressione costante e silenziosa. L'ipotesi repressiva è quella che ci riporta ad un concetto fondamentale per capire l'evoluzione del linguaggio erotico. Stando a questa ipotesi, periodi di maggiore repressione avrebbero compromesso il linguaggio, tanto da causare la perdita di alcune parole e l'isolamento di altre, senza possibilità di risalire con certezza ad una loro etimologia. Il cunnilingus, così come qualsiasi altro tipo di atto sessuale non finalizzato al concepimento, è stato condannato più volte durante periodi di maggiore repressione, ed è probabile che la terminologia abbia sofferto di ciò.

Sull'impiego degli eufemismi e delle metafore in ambito sessuale, l'introduzione al Lessico Erotico, curato da Valter Boggione, chiarisce ulteriormente diverse particolarità. Un dizionario dell'erotismo non si forma attraverso singole metafore, ma attraverso costellazioni di metafore, suddivise per settori che si generano in modo spontaneo e si arricchiscono in modo incredibile di variazioni secondarie. Una delle cose più sorprendenti, è che spesso le metafore si dividono dal gruppo originario e cominciano a diffondersi nonostante manchi completamente il campo di riferimento. I due esempi citati da Boggione sono quelli di scopare e figa.




Sì, scusa Nanni, fica. La forza di questa parola, in uso già tra i greci, ha generato quel fenomeno chiamato interdizione linguistica, per cui il frutto vero e proprio si è trovato a non far più parte di quella grande famiglia di frutti femminili (mele, pere, pesche, albicocche, arance...) e si è trasformato definitivamente al maschile, nonostante alcuni azzardi davvero estrosi in letteratura (ad esempio chiamare il frutto la fico). Scopare, invece, è il classico esempio di metafora isolata, che ha perso il contesto e si è diffusa in modo autonomo.


E il cunnilingus? Le costellazioni metaforiche del Lessico ci suggeriscono una connessione immediata tra vita quotidiana e linguaggio erotico. Se prendiamo, ad esempio, la voce dedicata agli organi genitali maschili, le categorie in cui si suddividono le metafore sono numerosissime. Oggetti di uso domestico, strumenti da lavoro, analogie che comprendono agricoltura, pesca, animali di ogni tipo, piante, alberi, erbe, cibi, personificazioni e concetti astratti vari ed eventuali. Eppure, per quanto riguarda il sesso orale, non siamo riusciti ad andare oltre cunnilingus (cunnus, ovvero vulva, e lingere, leccare), non al punto da creare un termine che rimpiazzasse in modo soddisfacente questa parola latina, la cui nascita sembra attestarsi verso la metà del '500.


Perché non "leccarla"?
Sebbene sia usato frequentemente per indicare il rapporto orale, il termine si scontra con una sorta di inadeguatezza che potremmo definire "tecnica". Per non rischiare di fare la Merope Generosa, cercherò di essere chiaro: leccare non basta. O almeno, non si tratta solo di quello. Basti pensare che in inglese non è stata la parola "licking" ad avere maggiore diffusione, bensì "eating", un movimento di bocca e mandibola più complesso della semplice passata di lingua. In inglese ci sono svariati termini, più o meno usati, che sostituiscono cunnilingus: lip service, muff diving, carpet munching, solo per citarne alcuni. In francese, tra le parole più usate, abbiamo sucer, valido sia per il sesso orale maschile, sia quello femminile, ed una grandissima varietà di espressioni metaforiche, dieci delle quali, tra cui "Bersi una tazzina al cafè delle due colonne", sono elencate in questo post.




In inglese c'è una particolarità che ha reso necessario lo sviluppo di nuovi sinonimi e metafore. Cunnilingus richiama il suono di cunt, una parola che è passata dal rappresentare l'apparato genitale femminile a diventare un pesante insulto, uno tra i più offensivi.
Nel libro di Emma L.E. Rees, Vagina: a literary and cultural history, l'autrice analizza la strana sorte di questa parola, e la domanda che si pone è la seguente: "C'è bisogno di sviluppare un nuovo linguaggio per descrivere il corpo e il piacere delle donne?" Un piccolo esempio tratto dal libro:

"L'Oxford English Dictionary definisce così la clitoride: omologo del pene maschile, si presenta come un organo rudimentale, situato in corrispondenza dell'ultima vertebra. Cosa accadrebbe se sul dizionario apparisse questa definizione di pene: corrispettivo della clitoride femminile, si presenta come organo poco sofisticato, situato in corrispondenza dell'ultima vertebra?" 



Sebbene esista una letteratura erotica (prettamente maschile) che non ha trascurato ampie descrizioni del piacere femminile, al cunnilingus è stato concesso solo un piccolo spazio nei preliminari letterari. Élisa Brune e Yves Ferroul, nel loro libro Il segreto delle donne - Viaggio nel cuore del piacere, descrivono cinque atteggiamenti che nel corso dei secoli sono stati adottati rispetto alle pulsioni sessuali femminili:

Uno consiste nel vedervi i sintomi di una malattia chiamata isteria e nel considerare l'orgasmo il momento parossistico di questa malattia. Un altro atteggiamento, che può essere del resto associato al primo, porta a ritenere la donna incapace di interesse e di relazione sessuale, sia per ragioni congenite che acquisite. L'anestesia sessuale viene presentata allo stesso tempo come una norma e come un ideale. Un terzo atteggiamento consiste nel riconoscere che esiste qualcosa come un piacere sessuale nelle donne, e nel confondere i segni dell'eccitazione con l'orgasmo. Si dirà che una donna gode quando geme, sospira, si agita, arrossisce, quando il suo respiro accelera, senza tuttavia isolare un momento preciso. Un ultimo atteggiamento, identifica in maniera precisa l'orgasmo femminile e constata che è raro che venga raggiunto se l'obiettivo principale dell'atto sessuale resta l'orgasmo maschile.



Disegno di Pablo Picasso.


Tra i pochi studi sul cunnilingus, ce n'è uno realizzato dal dipartimento di sociologia dell'Università del Michigan nel 2011: Women's Negotiation of Cunnilingus in College Hookups and Relationships.. Questa indagine mostra come il sesso orale venga percepito in modo nettamente diverso in situazioni di primo appuntamento o relazione stabile. I dati del National Survey of Sexual Health and Behavior (NSSHB) mostrano un cambiamento di tendenza: nel 2010, si registrava un 59% di ragazzi tra i 18 e 19 anni che avevano ricevuto sesso orale e un 61% tra le ragazze. Lo studio cerca di cogliere i cambiamenti sul potere di richiedere e ricevere sesso orale. Nonostante molte ragazze affermino di non gradire il cunnilingus durante appuntamenti occasionali, è in crescita la percentuale di ragazze che pretendono assoluta parità nel dare e nel ricevere sesso orale. Permangono molte difficoltà nel cercare di superare il gap tra le aspettative del singolo e ciò che culturalmente si prevede siano i suoi desideri. In questo senso si riscontrano i maggiori ostacoli (non solo per le donne). Compiere indagini statistiche non è assolutamente facile, ma la raccolta di informazioni che deriva da questa ricerca è sicuramente più vicina alla realtà di molte inchieste che vengono condotte per puro sensazionalismo.

Ecco, forse questo esempio, questa storia del cunnilingus, non è solo una semplice particolarità del linguaggio. Se per alcune pratiche si è scelto di adottare l'inglese (penso allo squirting, l'eiaculazione femminile), questa è la prova di un ritardo che si è accumulato nella ricerca sul sesso. Quando viene raccontato attraverso gli stereotipi, il sesso diventa lo strumento per ribadire la superiorità di un genere sugli altri, e questo squilibrio è lampante nel caso della terminologia erotica. Se il linguaggio definisce i confini del mondo, allora la mancanza di un lessico specifico fa parte di un'eredità culturale che non segue le trasformazioni in ambito sessuale. Il rischio, come sempre, è che la sorpresa rispetto ai cambiamenti continui a generare incomprensione e, successivamente, chiusura. In una parola sola: repressione.


Alessio MacFlynn

Link utili:

Il segreto delle donne - Viaggio nel cuore del piacere
The Vagina, A Literal and Cultural History
Les 400 Culs 
Orgasmic Tips For Girls 

What is female genital mutilation and where does it happen?





1 commenti:

Random Walk ha detto...

Beh si potrebbe parlare di superiorità di un genere su un altro anche in altri ambiti. Ho come l'impressione che la lingua italiana sia connotata da un certo maschilismo.
Anche le offese spesso hanno una serie di termini espressi al femminile che però non hanno corrispondenza al maschile. E anche nelle professioni si tende ad usare termini al maschile.
Quindi in linea di massima direi che c'è una mancanza di parità a livello generale.
Dopodiché ritornando al termine cunnilingus, credo che il piacere femminile sia sempre stato o nascosto o comunque relegato ad un secondo piano.
Anche nei primi approcci sessuali è molto più facile che venga fatto del sesso orale all'uomo piuttosto che non alla donna.
La mancanza di sinonimo però secondo me nasce anche dalla complessità di racchiudere l'atto stesso in una parola sola. Leccare come dici tu è assolutamente non adatto, anche se per molti l'atto stesso si limita a quello, una passata di lingua e via. Invece è un qualcosa di ben più complesso e soprattutto più avvolgente.
Trovo che la parola inglese eating abbia un suo senso. Quando mi è capitato di chiedere ad un mio partner di "mangiarmela", ha capito molto bene quello che volevo. :-D

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